Quaderno 4. Aprile 2022

Quaderno di aprile 2022 – PDF

Estri dei giullari

Jesters’ follies

Creativite’ des bouffons

Inspiraciones de juglares

Der Schwung der Hofnarr

aprile 2022

http://www.giullari.wordpress.com

Indice

  • Premessa
  • Lettera all’Italia
  • Kahlil Gibran
  • Lo scannone di Gianni Rodari
  • Come si forma una perla di Shrarhock Machanian
  • Riceviamo e inoltriamo
  • The Power of fun: Come divertirsi davvero, anche quando la vita ti butta giù. Julia Furlan e Clare Marie Schneider 
  • La bottega di’ Giusti
  • Giullari Junior
  • Le ricette dei Giullari
  • Redazione

Premessa

Lettera all’Italia

Ciao, mi chiamo Italia, sono un piccolo Paese nel Mediterraneo, considerato da molti, uno dei Paesi più belli del pianeta.
Per molto tempo sono stato il punto di riferimento della storia, della civiltà, della moda, del design, del lusso, del cibo, della bella vita e chissà quante altre cose di cui, lentamente, mi sono dimenticato.

Posso farvi una domanda? Da Paese a cittadini, in totale confidenza, siate sinceri però, almeno con voi stessi. “Ma non siete stanchi? Non siete stufi?”.
Quante parole buttate al vento, quante promesse mai mantenute, quanto fiato sprecato e quanta frustrazione.
Io sono vecchio, quello che dovevo dimostrare l’ho dimostrato.

Vi ho fornito i mari più belli, le montagne, le Alpi più invidiate, vi ho dato un terreno fertile, da cui sono nati grandi vini, fonti di acque vendute in tutto il pianeta, verdure e frutta che avete esportato in ogni dove, senza calcolare i paesaggi e gli scorci che pochi altri Paesi nel mondo possono vantare.
Ma non siete stanchi? Non siete stufi?
E come se non bastasse, ho ospitato per svariati millenni, monumenti, artisti, poeti e filosofi che, ancora oggi, vengono citati nei libri di storia in tutte le lingue del pianeta.

Insomma … credo che come Paese, vi ho dato tanto, forse, anche troppo.
Già … mi sa che vi ho viziato, perché ultimamente non mi sento molto amato.
Come avete fatto a portarmi fino a questo punto?

Siamo passati dell’impero romano da Michelangelo a Favij, da Pirandello a Vendola, ma fosse solo questo il problema … vi siete fatti intortare così bene da un gruppo di vecchietti millantatori che, ormai, non avete neanche più il potere di decidere chi vi rappresenta.
Fanno tutto loro, senza chiedervi nemmeno il permesso.

Siete diventati schiavi dei vostri stessi dipendenti.
Loro rubano e va tutto bene, tu sopravvivi e loro ti puniscono, perché, ormai, se osi cercare una vita dignitosa, se solo credi di meritarti un lavoro, una casa o, addirittura, una macchina nuova, loro ti chiedono di giustificare tutto, altrimenti te la portano via e tu non puoi farci nulla.

Scusami, ma è il Tuo Paese che ti parla ed esigo più rispetto per me, ma soprattutto, per Te.
Si, perché, sei Tu il mio vero padrone, non questi cialtroni da quattro lire.
Non dirmi che ti fanno paura? Quattro vecchi, gran parte ignoranti, ti fanno paura?

Ricordati che Io mi chiamo Italia e Tu sei Italiano.
Questa terra l’ha creata Tuo nonno, magari perdendo la vita.

Io sono di Tua proprietà e hai tutto il diritto di riprenderne il possesso. Te lo chiedo con la mano sul cuore. Aiutami a splendere di nuovo, non lasciare che questa gentaglia mi riduca ad un piccolo Paese svenduto agli stranieri, maltrattato da chiunque lo venga a visitare, denigrato e schifato da tutti, per colpa di pagliacci che non ci rappresentano.

Riprendi il controllo, riprendi a vivere, riprenditi il Tuo Paese … il Tuo Paese. Firmato L’Italia.

Kahlil Gibran

Si spegneva a New York l’11 aprile 1931 Kahlil Gibran, poeta libanese naturalizzato statunitense, divenuto emblema della cultura degli anni Sessanta.
La poesia mistica di Gibran ha saputo unire l’arte della meditazione orientale alla letteratura occidentale, trasformando così lettura e scrittura in uno strumento di profonda riflessione esistenziale. Si fece la fama di scrittore visionario perché le sue parole erano quelle di un profeta, capaci di forgiare le menti e imprimersi indelebili nelle coscienze. Pittore, filosofo, scrittore, Kahlil Gibran dimostrò sin dall’infanzia un’indole solitaria e riflessiva. Preferiva lunghe passeggiate nella natura al chiasso di compagnie rumorose; proprio da quelle escursioni in solitaria trasse l’ispirazione necessaria per comporre le sue poesie e i suoi dipinti. La poesia di Gibran ci parla del costante fluire dell’acqua, del ciclo della vita e del movimento degli astri tramutando il simbolismo naturale in una realtà effettiva dalla quale trarre preziosi insegnamenti.

Il libro più celebre di Gibran è Il profeta pubblicato nel 1923. Un volume peculiare, unico nel suo genere, composto di ventisei saggi scritti sotto forma di poesia.
Il lirismo di Gibran si tramuta in riflessione spirituale consegnando al lettore delle “perle di saggezza”, insegnamenti di carattere mistico da applicare a ogni ambito della vita.

In occasione dell’anniversario della morte del poeta-saggio ricordiamo la poesia I figli, celebre testo di Kahlil Gibran tratto dal libro Il profeta.
Un componimento che ci spiega l’inarrestabile forza propulsiva della vita, che avanza impetuosa come un fiume scardinando ogni certezza e rompendo ogni argine.

Scopriamo testo e analisi della poesia.

I figli di Kahlil Gibran: testo

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.

Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete offrire dimora ai loro corpi,
ma non alle loro anime.
Perché le loro anime abitano la casa del domani,
che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere simili a loro,
ma non cercare di renderli simili a voi.
Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere.
Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.

I figli di Kahlil Gibran: analisi e commento

Tratta dal libro-capolavoro di Kahlil Gibran, Il profeta, la poesia I figli è un brano dal forte significato didascalico.
La poesia fa parte del quarto capitolo del libro in cui Almusafa, prima di salpare verso l’isola nativa, viene interrogato da una donna.
Il testo ha l’impianto di un versetto biblico caratterizzato dalla tipica forma del verso lungo in cui Gibran condensa il suo inconfondibile stile retorico.

La poesia è introdotta significativamente da alcuni versi che sembrano fare da prefazione al testo:

E una donna che reggeva il bambino al seno disse:
Parlaci dei figli.
Ed egli disse.

La formula “ed egli disse” sembra richiamare indirettamente un verso della Bibbia o dei libri profetici, lo stile sapienziale dei testi sacri. Le parole di Almusafa vengono introdotte come una preghiera tramite un espediente tipico dell’ars retorica.

La prima affermazione del profeta è infatti enigmatica, come le sentenze della Sibilla Cumana, e si apre con una contraddizione fortissima che viene in seguito spiegata nei versi successivi.

I vostri figli non sono figli vostri.

L’intero componimento è basato su un costrutto peculiare di ipotesi-negazione che riflette un procedimento quasi filosofico. Gibran conduce il lettore nel ragionamento sino a farlo approdare alla sua verità.
Il messaggio si articola tramite la frequente ripetizione di concetti scandito da ripetute anafore (es. “potete” ripetuto tre volte). Gibran si serve di tutti gli espedienti dell’ars retorica inanellando il suo ragionamento con una serie di subordinate causali.

Gli ultimi versi sono poi una lunga metafora attraverso la quale Gibran rende manifesto il suo pensiero. Il poeta-profeta si serve dell’immagine dell’arciere che scocca la freccia per rappresentare la volontà di Dio: l’uomo non è che un arco tra le mani del Creatore, che si piega docilmente alla sua volontà, e i figli sono le frecce che vengono scoccate nel mondo.
L’invito finale del profeta è quello di abbandonarsi alla volontà divina con serenità confidando nel disegno prescritto dal destino.
Nessuna nascita, osserva tra le righe il poeta, è casuale. Ogni figlio che viene messo al mondo ha il suo proprio scopo e una precisa traiettoria da seguire, ma la definizione di questo percorso non spetta al genitore ma alla forza della vita stessa.
I figli potranno essere dunque accuditi, educati e indirizzati ma poi spetterà a loro compiere la propria strada. Vengono scagliati come frecce e sono sospinti dalla forza della vita che non segue nessuna direzione prestabilita.

Nel suo profondo messaggio Gibran sottolinea il valore dei figli come atto d’amore nei confronti dell’esistenza: i nuovi nati sono come “frecce viventi” che appartengono alla vita stessa. Si può regolare la direzione dell’arco, prendere la mira, ma l’esito, la direzione della freccia dipende da mille variabili e segue una traiettoria unica, impossibile da definire a priori.
L’arco deve essere saldo, ma il bersaglio da colpire non spetta a lui. Nelle parole di Kahlil Gibran si può cogliere un significato liberatorio e, al contempo, un invito ad abbandonarsi alla certezza di un disegno più grande che – come la natura insegna – non dipende da noi, esseri umani, che pure spesso ci crediamo onnipotenti.

Tramite il poetico brano I figli il poeta-profeta elogia la forza incontenibile della vita che obbedisce soltanto i sé stessa e alle proprie leggi, invisibili agli occhi.

Lo scannone di Gianni Rodari

“Ber, che paura”
“Tutt’altro. Lo scannone è il contrario del cannone e serve per disfare la guerra”
“E come funziona?”
“E’ facilissimo, può adoperarlo anche un bambino.
Se c’è la guerra, suoniamo la stromba, spariamo lo scannone e la guerra è subito disfatta”
Che meraviglia il paese con l’esse davanti.
Come si forma una perla? di Shrarhock Machanian

Una perla si forma quando un piccolo oggetto o “irritante” viene ad introdursi nei tessuti molli di un mollusco o di un’ostrica. La reazione del mollusco che ne consegue per auto-difendersi dal corpo estraneo, è di secernere una sostanza organica chiamata nacre che da luogo allaformazione di perla.

Cari amici!

La natura è una parvenza della realtà spirituale!
Le aggressioni belliche creano tante sofferenze e tragedie ma sono anche lezioni di vita.
La prima guerra mondiale portò alla formazione della Società delle Nazioni!
La seconda guerra mondiale creò le Nazioni Unite.
Nelle attuali condizioni economiche, sociali, scientifiche, umanitarie, così evolute ripetto al passato, non occorrerà una terza guerra mondiale.
Per i popoli del mondo, quest’ultima aggressione bellica e la crisi sanitaria sono sufficienti, per renderli ben disposti a formulare una nuova perla di saggezza!
Esempio: “Il Disarmo Nucleare”.

Riceviamo e inoltriamo

The Power of fun: Come divertirsi davvero, anche quando la vita ti butta giù.
Julia Furlan e Clare Marie Schneider – Pubblicato in NPR , April 7, 2022. Traduzione di Lucia Bertini.
Quand’è stata l’ultima volta che ti sei divertito? Un divertimento vero che fa perdere la cognizione del tempo e fa ridere di cuore ad alta voce?
Ascolta, so che a volte vivere è complicato. Ma ho un messaggio importante per te: il divertimento non
è frivolo! Quando ci divertiamo davvero (ne parleremo più avanti), evitiamo la solitudine, smettiamo di giudicarci e dopo un paio d’ore possiamo sentirci rinati, pieni di energia duratura.
È importante riconoscere che per divertirsi è necessario soddisfare i bisogni di base. Ma fare spazio al
divertimento non significa dover andare in vacanza o spendere un sacco di soldi per l’attrezzatura: il
divertimento può essere scendere con lo slittino giù per una collina o cantare una canzone.
Ho parlato con Catherine Price, autrice di The Power of Fun: How to Feel Alive Again, su come
aumentare le occasioni di divertimento nella vita. Cominciamo con quello che Price definisce
divertimento:
Il libro di Price definisce il divertimento come un momento in cui sei in grado di incarnare un mix di
tre cose: giocosità, connessione e flusso.
Giocosità
“Non intendo dire che devi fare un gioco. Non devi fare finta”, dice Price.
La giocosità è quando abbracci uno spirito di spensieratezza e libertà. Significa lasciar andare l’idea che
devi essere perfetto o ottenere qualcosa.
Connessione
Senti un senso di connessione con l’attività che stai facendo. Senti un senso di connessione con il tuo
corpo fisico. O, molto probabilmente, senti un senso di connessione con un’altra persona o gruppo di
persone attraverso un’esperienza condivisa.
Fluire
Hai presente quella cosa in cui sei totalmente immerso in qualcosa e puoi persino perdere la cognizione del tempo? Quella.
Price utilizza un pratico acronimo che potrebbe aiutarti a portare più divertimento nelle tue giornate:
SPARK
S — Fai spazio al divertimento! Metti giù il telefono o dedica del tempo all’agenda per assicurarti di
dedicarti davvero alla ricerca del divertimento.
P — Inseguire le passioni. “Non hai bisogno di fare pressione su te stesso e pensare ‘Diventerò uno
snowboarder professionista’”, dice Price. Abbassa l’asticella! Cerca le cose che ti interessano e lascia
che ti guidino.
A — A sta per attirare il divertimento, il che significa avere una mente aperta su quando e dove
potrebbe apparire il divertimento. Price consiglia un approccio improvvisato al divertimento, in cui
cerchi il divertimento e ti immergi nel divertimento degli altri.

R — Ribellione! Price ha scoperto nella sua ricerca che un po’ di gentile ribellione è un buon modo per
far sì che il divertimento si avveri. Quindi, tuffati in una piscina con i tuoi vestiti addosso! Vai a
pattinare nel cuore della notte! Uscire da ciò che ci si aspetta da te può essere un ottimo modo per
cercare momenti divertenti.
K — Continua così! Come ogni nuova pratica, l’unico modo per incorporarla davvero nella tua vita è
provarla molte volte. Quindi non arrenderti se intrecciare cesti non funziona per te: forse sarà la
chitarra o la scrivere o il lavoro nell’orto di quartiere che diventerà la tua prossima calamita divertente!
Il Kit e tutto il resto sono in inglese e anche le ulteriori informazioni su come divertirsi (incluso un quiz che ti dirà il tuo tipo di personalità divertente).
La parte del podcast di questa storia è stata prodotta da Clare Marie Schneider con il supporto tecnico
di James Willetts.
Se tra i lettori c’è qualcuno particolarmente motivato che vuole contattarli può inviare un messaggio
vocale al 202-216-9823 o inviare un’e-mail a LifeKit@npr.org. Il tuo suggerimento potrebbe apparire
in un loro prossimo episodio.
How to have real fun – even when life’s got you down – Life Kit – April 7, 2022 (Traduzione di Lucia
Bertini)
https://www.npr.org/2022/02/22/1082374139/how-to-have-fun-and-why-you-should
LifeKit – Il libro: https://howtohavefun.com

Da “i Giusti” di Borgo San Lorenzo

Un nuovo locale a Borgo san Lorenzo dove bere e chiacchierare grazie alla scelta dei vini che Michael Giusti ci propone e che ci presenta tra un sorriso e una amenità, un racconto di viaggio e una battuta ironica.

Grazie per una parentesi di leggerezza in questo periodo di notizie negative e preoccupanti.
labottegafigiusti@gmail.com
3534398268

Ricette dei Giullari
Lo zio Carlo Bonardi sta rivedendo il suo goloso ricettario che sarà un numero degli “Estri dei Giullari” prossimamente

Giullari junior

  • Lunedì 9 maggio ore 17
  • Le favole dei Giullari
  • Da Michael a “La bottega di’ Giusti” in piazza del Mercato a Borgo San Lorenzo

Redazione:

Adriana Angellieri, Francesca Bandini, Lucia Bertini, Paola Capitani, Beppe Costanzo, Andrea Donati, Marco Fantechi, Paola Gallerini, Giorgia Gianni, Lara Swan

28/04/2022