Quaderno 7. 2021

Quaderni dei Giullari – Quaderno n. 7 – luglio 2021
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Calabria – a cura di Giulia Magistro

A Camini dal 13 al 20 agosto con i “Viaggi Solidali” di Bruna Branca

Lo straordinario sviluppo delle coste calabresi ne fece la terra scelta dai Greci che, nel VII sec. a.  c. fondarono città che diventarono ricche e invincibili come Sibari, Crotone, Locri, Reggio e vi diffusero la loro cultura. 

Il seme della sapienza greca piantato nell’alta Locride portò più tardi alla nascita di illustri ragionatori come Tommaso Campanella, al culto dell’ospitalità e del convivio.

Terra ospitale, la Calabria, con tutte le minoranze che si sono insediate qui nelle varie epoche. Sull’ospitalità dei calabresi c’è un’ampia letteratura. Sta nel loro DNA. Ne parla Maupassant e i viaggiatori dell’800.Lo testimoniano i vacanzieri:

…Le minoranze albanesi- gli Arberesh-, fuggite nel XVI secolo per l’incalzare dell’Islam, vi hanno trovato un ambiente tanto simile alla loro “terra delle aquile” da riuscire a mantenere vive ancora oggi lingua e tradizioni.

…E Wim Wenders nel documentario Il Volo racconta la storia dell’accoglienza che, sul finire degli anni Novanta ha visto la Calabria protagonista con l’arrivo delle prime carrette del mare cariche di profughi, come la “Ararat” arrivata in provincia di Catanzaro con quasi 900 Curdi.

Camini è un piccolo villaggio collinare situato nella zona della Locride, sulla costa ionica, inserito in un contesto ricco di storia che ne sottolinea le sue origini come territorio legato alla Magna Grecia e alle colonizzazioni elleniche.

Nel luglio 2011, con l’arrivo dei primi ragazzi dalla Costa d’Avorio la Eurocoop Servizi Società Cooperativa sociale ha dato avvio al centro operativo “Jungi Mundu” che in dialetto locale significa “Unisci il mondo”. 

Il centro è riconosciuto come un rifugio sicuro per i nuovi residenti, soprattutto famiglie e minori di varia provenienza, che a loro volta hanno contribuito attivamente allo sviluppo della comunità sin dal loro arrivo.

Il modo in cui i progetti per migranti e rifugiati sono sostenuti dalle persone del luogo e dai volontari internazionali sta dando nuova vita al villaggio.

Un solo esempio: un laboratorio di tessitura nel piccolo centro di Camini unisce un’antica tradizione locale con quella dei rifugiati dalla Siria. E i manufatti vengono venduti anche online grazie al sostegno di un’organizzazione umanitaria. 

Anche gli italiani chiedono di partecipare ai corsi di formazione: ceramica, cucina, cucito, musica e altri.

Il paese, prima spopolato, ritorna a vivere grazie a chi vi ha trovato rifugio.

Un viaggio per scoprire l’integrazione e tutti i suoi aspetti positivi.

La Calabria un mondo da scoprire di Paola Capitani

La Calabria è la punta dello stivale Italia, lunga e stretta è bagnata dal Mare Jonio a sud e a est e dal mar Tirreno ad ovest, é separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina.

Il clima accogliente, gli splendidi colori del mare, le coste rocciose alternate a litorali sabbiosi, la natura selvaggia e misteriosa, i sapori intensi e genuini della cucina locale, le testimonianze delle sue antiche origini, rendono la Calabria da ammirare e vivere sia d’inverno che d’estate. Addentrarsi nell’entroterra calabrese vi farà scoprire un paesaggio puro e incontaminato, dove intense distese di verde sono interrotte dal blu di laghi e cascate. Numerosi sono i borghi e i luoghi dove sopravvivono usi, tradizioni secolari, palazzi, castelli.

Punto di confine tra oriente e occidente, tra nord e sud, nei secoli é stata attraversata da numerose popolazioni provenienti da tutto il mediterraneo: Greci, Romani, Arabi, Bizantini, Spagnoli, ognuno ha lasciato un segno.

Purtroppo la mancanza di infrastrutture adeguate, di collegamenti rapidi ed efficienti di una politica rivolta allo sviluppo e alla l’hanno tenuta fuori dalle grandi rotte del turismo. Alcune zone sono più conosciute come Tropea e Capo vaticano, altre risultano assolutamente sconosciute ai più.

Arrivare a Gerace , uno dei più bei borghi d’Italia, incastonato nel territorio del parco nazionale dell’Aspromonte,svetta dall’alto della rupe di arenaria dove si trova arroccato e gode di una posizione privilegiata e di una vista incredibile sul mar ionio e sulla locride, d’obbligo la visita al castello che sovrasta la costa ionica o arrivare a  Stilo dove si rimane incantati di fronte alla Cattolica, una splendida chiesa bizantina e al monastero di San Giovanni Theristis, gioiello bizantino-normanno, nonché unico posto in Italia in cui vivono stabilmente monaci greco-ortodossi provenienti dal monte Athos in Grecia.

Tra i monti e gli altipiani della Sila é un susseguirsi di boschi ricchi di abeti e pini .È una terra ricca di storia che vanta un patrimonio culturale vastissimo, dai bronzi di Riace alle tele di Mattia Preti, dall’arte della ceramica agli oggetti in rame, dalle sculture in legno ai filati di San Giovanni in Fiore 

alla scuola orafa di Crotone.

                              Gerace il castello

Da visitare in Calabria i Canyon delle Valli Cupe di Sersale

Situate nella presila, nel comune di Sersale, nel cuore della Calabria, in un luogo meraviglioso e quasi sconosciuto; le Valli Cupe costituiscono uno dei Canyon più grandi d’Europa, uniche per caratteristiche geomorfologiche.Pareti di roccia alte fino a 130 metri, che cadono a picco formando profonde gole, grotte ed anfratti dove trovano rifugio numerose specie animali  e volatili.(gheppio, poiana, nibbio) , corvo imperiale, gufo, specie rare come la sala mandrina dagli occhiali, la rana italica e il granchio di acqua dolce. Anche le piante si distinguono 

Numerose cascate e laghetti, sono immersi nella fitta vegetazione, dove é possibile anche fare il bagno.  Nei dintorni si trovano alcuni o resti di castelli, monasteri e paesi abbandonati.

La visita in Calabria  può continuare con la visita a Santa Severina ricca di suggestioni bizantine e normanne. Il castello normanno splendidamente restaurato, oggi ospita il museo, in cui sono esposti tutti i reperti ritrovati durante gli scavi archeologici, insieme a materiali e collezioni archeologiche provenienti dal territorio limitrofo.

Canyon Valli Cupe

Le castella col suo castello aragonese in mezzo al mare, luogo scelto da Pasolini per girare alcune scene del “Vangelo secondo Matteo” e da Mario Monicelli per “l’Armata Brancaleone” dovrebbero fare parte di un itinerario turistico.

La Sila , il lago Ampollino,il lago Cecità a Camigliatello e il lago Lorica, tutti laghi artificiali ma splendidi e circondati da fitti boschi di conifere.

La Calabria andrebbe valorizzata e pubblicizzata e con la giusta organizzazione politica potrebbe davvero diventare la Florida Italiana. Chilometri di spiaggia in gran parte sabbiosa e dritta, soprattutto nella costa ionica.

Le Castelle

IL centenario della morte di Giuseppe Garibaldi ha dato la stura a tutta una congerie di notizie su fatti ignorati dell’epopea che si sviluppò attorno alla sua figura leggendaria.

Vogliamo far conoscere una storia avvenuta a Pizzo, un paese che fu sede di tappa per i 1000, il 28 agosto 1860, nella loro marcia di avvicinamento a Napoli.

A Pizzo, infatti, operò la brigata Orsini , la quale sfogo’ esuberanza giovanile e zelo antiborbonico  nella vandalica distruzione di un imponente monumento equestre, eretto in onore di Ferdinando Quarto, il 25 giugno 1820, opera di uno scultore, allievo prediletto del Canova.

Il monumento era stato regalato alla città dai Borbone, come premio, fra tanti altri, per la cattura, nell’ottobre 1815, di Gioacchino Murat vanamente proteso alla riconquista del perduto trono di Napoli. 

Pizzo fu anche trattato male da Giuseppe Cesare ABBA nelle sue noterelle di uno dei 1000, in cui egli lo definisce un miserabile villaggio di pescatori e sbagliava perché Pizzo allora contava oltre 7000 abitanti ed era fiorentissimo porto centro di traffici marittimi da e verso tutto il Mediterraneo

Al passaggio di Garibaldi resta legato anche il ricordo della proverbiale frugalità dell’eroe, il quale, siccome era di primo mattino, accettò di fare colazione con pane e ricotta che gli offrirono alcuni contadini.

 Nel maggio 1870 nel castello di Pizzo, in cui fu fucilato il Murat, fu tenuto prigioniero Ricciotti Garibaldi,figlio di Giuseppe, arrestato quale agitatore contro il risveglio di Italia. Quella tetra prigione, durante quattro secoli aveva anche avuto fra i carcerati, illustri o meno, Tommaso Campanella dal 6 settembre 1599 Al novembre successivo, allorché fu trasferito a Napoli, Giuseppe Balamo più noto come conte di Cagliostro, il quale, trovandosi a pizzo nel 1768, circuì una giovinetta del luogo e venne, perciò, arrestato.

E nel 1866, a Catanzaro, dopo che Mazzini fondò l’alleanza repubblicana universale, 

 Ricciotti Garibaldi aderì a un moto insurrezionale ma venne catturato e imprigionato nel castello.

I pizzitani, nonostante le rudezze patite per mano della brigata del generale Orsini 10 anni prima riservarono a Ricciotti Garibaldi un trattamento di riguardo, anche per non incorrere in analoghe maledizioni a quelle piovute loro addosso per essersi comportati diversamente Nella circostanza dello sbarco del Murat nel 1815

E Ricciotti fu liberato dopo alcune settimane, tanto da trovarsi pronto a combattere magnificamente, insieme col padre, a Digione contro i tedeschi invasori della Francia e vincitori di Napoleone III a Sedan.

(Da Calabria Letteraria N 1 Gennaio-Marzo 1985)

A Camini dal 13 al 20 agosto con i ” Viaggi Solidali”

Lo straordinario sviluppo delle coste calabresi ne fece la terra scelta dai Greci che, nel VII sec. a. c. fondarono città che diventarono ricche e invincibili come Sibari, Crotone, Locri, Reggio e vi diffusero la loro cultura. 

Il seme della sapienza greca piantato nell’alta Locride portò più tardi alla nascita di illustri ragionatori come Tommaso Campanella, al culto dell’ospitalità e del convivio.

Terra ospitale, la Calabria, con tutte le minoranze che si sono insediate qui nelle varie epoche. Sull’ospitalità dei calabresi c’è un’ampia letteratura. Sta nel loro DNA. Ne parla Maupassant e i viaggiatori dell’800.Lo testimoniano i vacanzieri:

…Le minoranze albanesi- gli Arberesh-, fuggite nel XVI secolo per l’incalzare dell’Islam, vi hanno trovato un ambiente tanto simile alla loro “terra delle aquile” da riuscire a mantenere vive ancora oggi lingua e tradizioni.

…E Wim Wenders nel documentario Il Volo racconta la storia dell’accoglienza che, sul finire degli anni Novanta ha visto la Calabria protagonista con l’arrivo delle prime carrette del mare cariche di profughi, come la “Ararat” arrivata in provincia di Catanzaro con quasi 900 Curdi.

Camini è un piccolo villaggio collinare situato nella zona della Locride, sulla costa ionica, inserito in un contesto ricco di storia che ne sottolinea le sue origini come territorio legato alla Magna Grecia e alle colonizzazioni elleniche.

Nel luglio 2011, con l’arrivo dei primi ragazzi dalla Costa d’Avorio la Eurocoop Servizi Società Cooperativa sociale ha dato avvio al centro operativo “Jungi Mundu” che in dialetto locale significa “Unisci il mondo”. 

Il centro è riconosciuto come un rifugio sicuro per i nuovi residenti, soprattutto famiglie e minori di varia provenienza, che a loro volta hanno contribuito attivamente allo sviluppo della comunità sin dal loro arrivo.

Il modo in cui i progetti per migranti e rifugiati sono sostenuti dalle persone del luogo e dai volontari internazionali sta dando nuova vita al villaggio.

Un solo esempio: un laboratorio di tessitura nel piccolo centro di Camini unisce un’antica tradizione locale con quella dei rifugiati dalla Siria. E i manufatti vengono venduti anche online grazie al sostegno di un’organizzazione umanitaria. 

Anche gli italiani chiedono di partecipare ai corsi di formazione: ceramica, cucina, cucito, musica e altri.

Il paese, prima spopolato, ritorna a vivere grazie a chi vi ha trovato rifugio.

Un viaggio per scoprire l’integrazione e tutti i suoi aspetti positivi.

Da un articolo su La Voce di Castiglione dei Pepoli

Sono passati 50 anni e nonostante che le note di “Imagine” dei Beatles sono note a tutti, pochi le hanno capite e quasi nessuno le ha applicate. Forse il testo in italiano può essere di aiuto … “immagina che non esista il Paradiso … immagina che … non sono un sognatore…”.
Scritta in altri momenti storici (guerra del Vietnam) avrebbe potuto dare una mano a migliorare i rapporti umani se qualche coraggioso avesse letto veramente i contenuti e non solo seguito il ritmo musicale e soprattutto applicato il messaggio.
Questa pandemia ha peggiorato la situazione e tutti abbiamo capito che non ne usciremo migliori ma diversi. Ma soprattutto per la paura di morire molti sono già morti dentro: senza progetti, senza amicizie, senza ironia, senza criterio, senza…. E che cosa campano a fare? Sterili corpi vuoti senza anima e senza cuore! Cerchiamo di capire come potremmo essere e di mettere in pratica i suggerimenti di chi vede lontano e meglio. Cerchiamo di andare avanti nonostante, tutto di opporre, intelligenza e discernimento, di ragionare sensatamente, ognuno con la propria testa che sa e comprende meglio dei tuttologi che si alternano alle televisioni.
La rete va ricucita e sostenuta, la rete umana, con la comprensione e la generosità, l’altruismo e un bel pizzico di ironia!! Forse nei piccoli centri e nei borghi i contatti sono più veri e diretti: ci si conosce tutti. I tempi sono dilatati e gli occhi vedono meglio sia da lontano che da vicino e soprattutto si tengono caldi il cuore e i sentimenti. Ma l’impegno è di ciascuno e non si può stare in panchina con le mani in mano!!
Siamo noi il cambiamento che vorremmo vedere, così dice Gandhi in un suo celebre aforisma.
E inoltre se si vuole andare rapidi si va soli, ma se si vuole andare lontano occorre andare in gruppo… nel rispetto di tutti e per raggiungere un obiettivo comune e condiviso.

Paola Capitani