Quaderno 5. 2021

Quaderni dei Giullari – Quaderno n. 5 – maggio 2021
https://giullari.wordpress.com

Introduzione a cura di Giulia Magistro

Il numero di maggio dei Quaderni dei Giullari è dedicato alla Calabria, e ai viaggi stimolanti e divertente. Oggi inizio la mia collaborazione con I Giullari, felice di poter collaborare con tante persone stimolanti e colte. Speri di poter condividere con voi tutti le mie esperienze, certa d riuscire a trovare un ambiente prolifico per generare pensieri leggeri.

Istituto degl’Innocenti

Da sei secoli il luogo dei fanciulli

Alessandra Maggi

Presidente dell’Istituto degli Innocenti 2000-2016

Il primo Giugno 1419 , l’Arte della Seta, una delle più potenti corporazioni di mestiere, fiorentine, detta anche di PorSanta Maria, acquistò da Rinaldo degli Albini per il valore di 1700 fiorini “un giardino murato”confinante con la Piazza dei Servi, oggi dell’Annunziata, per dare inizio alla costruzione di un Ospedale per i bambini abbonati.Erano trascorsi nove annida quando il ricco mercante preteso Francesco Datini aveva disposto un lascito di 100 fiorini per la fondazione a Firenze, città dove aveva a lungo abitato, di un ospedale per trovatelli.

Con un contratto del 1419, ancora conservato nell’archivio storicodell’Ente, l’Arte della Seta affidò la costruzione a Filippo Brunelleschi.

Il disegno dell’Ospedale degl’Indolenti per Brunelleschi l’occasione per fissare i principi della nuova architettura occidentale: e qui infatti che si apre la prima stagione rinascimentale e si segna un punto di non ritorno nei confronti del passato rappresentato dalle nostalgiche soluzioni tarde trecentesche.

 E’ significativo che tutto questo avvenga proprio con uno spazio pensato e realizzato per i bambini. L’eccezionalità dell’idea brunelleschiana va ricercata , oltre che per l’infanzia in difficoltà, anche nelle grandi dimensioni dove, in maniera del tutto innovativa lo spazio riservato all’accoglienza dei trovatelli si dilata al pari di quello della chiesa inserita nel complesso dell’ospedale.

Molti grandi artisti , come Domenico del Ghirlandaio, Luca ed Andrea della Robbia, Piero di Cosimo lavorarono nell’istituzione e contribuirono ad accrescerne il prestigio ed il patrimonio monumentale. 

L’Ospedale è rimasto fedele alle sue origini , fra le attività rimane infatti prioritaria quella dell’ospitalità ai bambini in condizioni di disagio. In un certo senso il ruolo dell’Ospedale nella vita fiorentina fino ad oggi ha un’analogia con quello svolto dal grande porticato del  Brunelleschi, che, oltre ad annunciare la presenza dell’Ospedale sulla scena urbana, ha esercitato una tale influenza, attraverso i secoli, da condizionare la completa  riorganizzazione dello spazio antistante la piazza che è ancora oggi, nel frenetico mondo dei nostri tempi la più armoniosa nel centro storico di Firenze. La storia dello Spedale degl’Innocenti, una delle più antiche istituzioni laiche , dedicate  all’assistenza dell’infanzia abbandonata, inizia il 5 febbraio 1445, la prima fanciulla  femmina battezzata Agata Smeralda , venne deposta nella “pila” che costituiva il passaggio dell’accoglienza nella nuova istituzione rinascimentale. Per secoli i bambini abbandonati prima nella pila , poi introdotti attraverso la finestrella  ferrata e nel 1875 con la fine dell’abbandono anonimo attraverso l’ufficio di  accoglienza sono stati accolti, curati , protetti e spesso affidati a famiglie o messi a balia sperimentando già in tempi passati quella che oggi chiameremo una “rete” di  appoggio allo sviluppo dell’infanzia.

Dal Rinascimento a oggi circa 500 mila fanciulli hanno trovato accoglienza agliInnocenti dove, nel corso del 1600 si cominciò ad offrire assistenza anche alle madri nubili. Con la crescita dell’attenzione verso la salute dei bambini, sotto la dinastia Lorenese l’Ospedale divenne il luogo di studio per la medicina, l’ostetricia e la cura dell’infanzia. Nel 1756 il Dott. Giovanni Tozzetti vi sperimentò il vaccino antivaioloso e dal 1834 al 1923 ebbe sede agli Innocenti l’Istituto vaccinogeno. 

Lo Spedale segnò una svolta nel modo di assistere l’infanzia,i bambini abbandonati non dovevano solo essere nutriti ed accuditi ma anche educati ed integrati nella società con il sostegno di una città che, oltre i doveri di carità cristiana , si faceva carico dei suoi cittadini più sfortunati e offriva loro un luogo “bello” all’altezza della civiltà dell’epoca. Ed è questo il tratto distintivo dell’antica istituzione : lavorare per dare un futuro dignitoso a chi, senza colpa, si trovava ad essere in “fuori gioco” appena venuto al mondo.

Sei secoli sono passati ma la missione attuale dell’Istituto degl’Innocenti è sempre coerente con gli scopi iniziali, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini minorenni e lavorare perché cresca e si consolidi una cultura dell’infanzia.

L’Istituto degl’Innocenti rappresenta un segno indelebile nel panorama artistico, ma anche un segno di orizzonte di senso di quanti sono passati per quel luogo, così come il segno  identificativo ( la metà di una moneta, di una medaglia di un gioiello….) che le mamme fissavano alle fasce dei propri bambini prima di affidarli all’istituzione, nella speranza un giorno di poterli riprendere.

Oggi l’Istituto è un’istituzione pubblica con funzioni sociali, educative e culturali.

La sua sede è frequentata ogni giorno da centinaia di bambini, operatori, esperti della condizione dell’infanzia e dal vasto pubblico del Museo, delle esposizioni temporanee e dei  convegni. Responsabilità , accoglienza e cultura sono i valori che hanno caratterizzato la sua storia e che sono ancora alla base dei principali fini statutari che è possibile riassumere in tre  ambiti: studio, promozione della cultura dell’infanzia e formazione attraverso ricerche, monitoraggio delle politiche, documentazione, informazione su temi riguardanti ’infanzia, l’adolescenza, la famiglia la maternità e la condizione della donna.

Formazione e l’aggiornamento professionale di chi lavora con bambini, ragazzi e famiglie in ambito educativo, formativo, psicosociale, sanitario, giuridico. L’Istituto gestisce dalla loro costituzione le attività di documentazione e monitoraggio del Centro Regionale e Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e  adolescenza oltre a collaborare con molte istituzioni pubbliche e private.

Dal 1986 l’Istituto ospita la sede di “Innocenti Research Centre” Centro Internazionale di studi Unicef e assieme a questo ha dato vita alla Biblioteca Innocenti specializzata in diritti dei bambini.

Tutte le foto fanno parte dell’archivio fotografico dell’ “Istituto degli Innocenti”.

“Amare  la lettura attraverso un gesto d’amore:un adulto che legge una storia”

Questo è il cuore di Nati per Leggere .

Maria Rita Boccanera

Nati per Leggere ha i suoi natali in Umbria , ad Assisi, durante il Congresso nazionale dell’ACP 

Associazione Culturale Pediatri nel mese di novembre 1999 . In quell’occasione il Prof. Giancarlo Basini, già presidente nazionale dell’ACP, e Igino Poggiali, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Biblioteche, presentarono,per la prima volta in Italia, il progetto appena nato il cui obiettivo è stato , ed è tuttora quello  di promuovere la lettura nell’ambito delle cure della prima infanzia.

I bambini, infatti, devono essere protetti non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dall’insuccesso attraverso lo sviluppo dell’affettività e della conoscenza. 

Primo interlocutore per la divulgazione della pratica di lettura è la famiglia, raccontare o leggere un racconto a un bambino/a  è un momento magico di comunicazione in cui l’adulto diventa mediatore tra  lui/lei e il libro. Questa attività consente al piccolo/a di appropriarsi lentamente della lingua materna  delle sue parole, della sua forma, di costruire le proprie strutture mentali per  capire i rapporti tra lui/lei e gli altri, tra lui/lei e le cose, di acquisire i concetti di spazio e tempo.

L’ascolto di una voce familiare che legge, offre al bambino/a il piacere della lettura,gli/le trasmette emozioni, crea momenti di attesa per qualcosa  di straordinario che sta per accadere. Il bambino/a che ascolta, che legge con le orecchie prima che con gli occhi, impara a riflettere sul significato dei suoni, a giocare con le parole, a desiderare lui/lei stesso/a di imparare a leggere. 

In una società,in continua evoluzione,  è fondamentale, quindi,saper leggere  poiché questo , è uno  degli strumenti in grado di  favorire lo sviluppo economico di una nazione. Come indagini internazionali hanno dimostrato, stretta è la relazione tra il livello di literacy e la crescita economica di un paese misurata in termini di prodotto Interno Lordo (PIL). La possibilità, infatti,di capire e di utilizzare ciò che si è letto, permette di avere validi dati comparabili rispetto al livello di scolarizzazione dei vari paesi in base alla qualità dei sistemi educativi nazionali.

NPL  Ha compiuto 20 anni nel corso di questo ventennio,sono stati raccolti dati e informazioni con l’obiettivo di censire i progetti locali e fornire un’immagine dell’attuazione del programma nei vari contesti regionali e professionali utilizzando strumenti sia quantitativi che qualitativi relativamente alle tipologie delle attività svolte. Con  soddisfazione possiamo constatare che NPL è ormai  un valore e un investimento per i suoi luoghi e le persone che lavorano al suo sviluppo: pediatri, bibliotecari, volontari, insegnanti, operatori in ambito culturale e sanitario. Dal 2000 al 2019 il numero delle famiglie in cui si legge, in età prescolare, almeno 4 volte alla settimana è passata da 16,4 al 38,9 per cento e le famiglie che dichiarano di non leggere mai o raramente ai propri bambini si sono ridotte dal 46 all’11% . 

Numerosi ,nel corso di questi anni, sono stati i premi e i riconoscimenti nazionali e internazionali attribuiti a NPL , ultima data è quella del 2019 in cui il progetto viene menzionato nell’ambito di buone pratiche efficaci per l’Early Child Development in un convegno organizzato dall’OMS con la partecipazione dell’Unicef, della Banca Mondiale , di molte altre realtà accademiche e agenzie internazionali.

 Relativamente ai riconoscimenti  per  il 2020, l’Umbria ,è risultata vincitrice del progetto “Comunità per la lettura 0-6” del bando “Leggimi 0-6“del Centro per il libro e la lettura (Cepell).

 In continuità con quanto già avviato negli anni passati obiettivo del progetto  è quello di promuovere  le azioni  già in esso  definite attraverso la rete bibliotecaria e museale umbra,di favorire il processo di sottoscrizione dei patti locali per la lettura”nelle comunità per la lettura 0-6, di favorire l’integrazione tra i servizi regionali coinvolti dei diversi settori(cultura, salute, istruzione, sociale).NPL  dunque, è un valore e un investimento per i territori,per i suoi luoghi, e le sue persone, una fonte inesauribile  di stimoli per dare ai tutti bambini/e  eque opportunità per una  loro crescita , affettiva, cognitiva , relazionale, un programma   per conoscersi e riconoscersi, per tutti e di tutti.

Recensione Fallo Pitionico

Libri dalla Calabria

Giusy Mattace

“Faillo il Pitionico”, di Gianluca Facente, è un libro coinvolgente nel quale sono narrate, con dinamicità e passione, le gesta memorabili di un eroe e militare ellenico obliato dai libri di testo: l’omonimo Faillo. Egli è un crotoniate, che pur vivendo lontano dalla sua Kroton non l’ha mai dimenticata. A lui dobbiamo tre vittorie nei giochi pitici, una nella corsa dello stadio, ma soprattutto la tenacia, il patriottismo, la nobiltà d’animo e il coraggio che solo gli eroi greci possedettero. La sua figura incarna a pieno il concetto di “καλός κἀγαθός” (in possesso di tutte le virtù) che per secoli ha caratterizzato la società da cui proveniamo, gli ellenici. “Ma se la Causa chiama in sua difesa, io esco dalla pietra e ricombatto”: questa è la frase che potrebbe riassumere l’intero messaggio del romanzo; Faillo, infatti, asservisce  ai suoi doveri da militante senza tracotanza alcuna e combatte con fierezza ed orgoglio, scontrandosi addirittura contro la tirannide persiana. La vicenda protagonista risale al 480 a.C., quando questa potenza persiana sottomette e invade la Grecia, la quale dieci anni prima le aveva inflitto una sconfitta. Presso le Termopili i greci vennero massacrati e i territori vennero occupati. Atene venne rasa al suolo e l’obbiettivo prossimo era il Peloponneso insieme a tutto l’Occidente. Le truppe avversarie erano troppo forti, ai greci servivano rinforzi e solo una nave giunse…

Questo libro è l’occasione giusta per onorare questo eroe ignoto che merita di essere stimato per quanto ha compiuto.  Si tratta di mitologia romanzata che attraverso un linguaggio semplice ma impeccabile coinvolge il lettore sin dalle prime pagine  con la stessa “Curiositas” che spinge il ragazzo liceale a scoprire le gesta di Faillo il Pitionico. 

Un dolce cucchiaino di storia dalla Calabria

Piera Valerio

Non tutti sanno che le terre che corrispondono all’odierna Calabria erano un tempo conosciute col nome di Italia per via degli Itali, una delle antiche popolazioni guidate dal sovrano Italo – personaggio dai contorni mitologici – che l’abitavano. Erano stanziati principalmente nelle zone di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. Altre popolazioni locali erano gli Ausoni, i Morgeti, i Bruzi e i Vituli, i quali, come indica il nome (vitulus = vitello) adoravano tori e vitelli e occupavano l’estrema punta dello stivale, il sud dell’attuale provincia di Catanzaro. La Calabria fu centro di fiorenti civiltà e terra d’immigrazione, cosa che si ritrova nella cucina, che vede molte ricette d’ispirazione greca e latina, ma anche araba, normanna, spagnola o francese.
Nella nostra amata terra si preparano diversi dolci con i prodotti del territorio, come cedro, bergamotto, liquirizia, fichi, castagne, noci, nocciole, miele. Tra tutti questi, semplici ma ottimi i fichi, li amo per diverse ragioni. Mi permettono di preparare diverse ricette in modo facile e veloce, si possono servire come antipasto con un ottimo prosciutto crudo oppure, con più pazienza e tempo, si possono deliziose confetture dall’aroma fresco e particolare. I fichi sono il simbolo felice delle mia infanzia in Calabria. Mio padre ha un terreno con diversi alberi di fichi. In piena stagione, ogni giorno arriva a casa con cestini pieni di questo frutto delizioso e mia madre ama regalarli ad amici e conoscenti, e proprio lei, mia madre, mi ha insegnato a trasformare questo meraviglioso frutto in un nettare speciale meraviglioso per crostate, per Una merenda veloce sul pane… o fantastico per accompagnare tome di formaggio di media stagionatura, signori la mia ricetta: la confettura di fichi senza zucchero, primo perché I fichi sono già dolci e secondo perché così non ci sentiremo in colpa di fronte alla
Bilancia.

Ricetta per 2 chili e mezzo di fichi:

Lavare i fichi e tagliarli in 4, metterli in una pentola col fondo pesante insieme a 250ml di acqua (100ml per kg di frutta) il succo di limone e la mela non sbucciata tagliata a dadini (serve per la pectina contenuta nella buccia)

Cuocere a fuoco moderato per un’ora dal bollore, fare la prova del piattino (metterne un pò su un piattino inclinato: deve scivolare molto lentamente) e poi invasettare in barattoli precedentemente sterilizzati.

Io ho preferito frullare tutto con il minipimer per renderla più spalmabile, altrimenti si può lasciare “a pezzettoni”.

Capovolgere i barattoli bollenti per creare il vuoto, etichettare e…regalare la marmellata di fichi ai fortunatissimi amici e parenti.

Poesie di Maggio

Giullari

De Micheli Vitturi

Le membra qua, la testa là, il cuore altrove

mai domi nel lor peregrinare

in cerca di qualche focolare

chissà se, chissà quando, chissà dove

Antesignani dello sharing fai da te

condividono passaggi, desco e mura

ogni giorno, ogni incontro, è un’avventura

nello scoprire chi e cosa è “altro da sé”

Una parola, una metafora: il viaggio

ognuno ha il suo sol dell’avvenire

ma in ogni tappa mai manca l’ardire

di lasciare di sé lieto omaggio:

una lettura, una canzone, un’amicizia

apericena con qualche peperlizia

alti discorsi alternati al faceto

c’è chi a Dante metterebbe un amuleto

chi Galileo a far okkupazione

chi, ancora, con i fiori in infusione

cura malanni per ogni stagione

Son strani, son tanti ma son rari

con seri, son allegri, mai comari

son donne, son uomini, son pari

son di tutto e di più: sono Giullari.

Crotone in foto

Teresa De Paola

La Voce dei Giullari senza dimora

per 7Salute

Dario Mingarelli 

Ai poeti non manca mai un verso

Con il Festival del cuore(Rimini, 17 giugno 2017) alla Pescheria del 700, gentilmente concessa dall’amministrazione comunale di Rimini, gli obiettivi hanno preso un più vasto respiro, sostenuti da vari eventi sparsi sul territorio e dalla curiosità e generosità di chi vuol migliorare il quotidiano per vivere un benessere di anima e mente.

    A Nicola di Luni (La Spezia) alle spalle di Carrara, protetta dalle Alpi Apuane, occhieggia serena tra limoni e buganvillee e guarda Bocca di Magra ai suoi piedi, riparo a gatti in transito, in cerca di silenzio e cibo. Poche case, molta magia, silenzio e atmosfera in uno spaccato che fortunatamente i più non conoscono e nemmeno le orde di barbari con i selfie. Giovanna Somaini Farina, residente del borgo, offre occasioni di incontri e riflessioni, dal cioccolato alle fiabe, daitarocchialla coppia, dal ricamoai fiori,con appuntamenti fissi e ricorrenti come quello di Fiori e Piante, alla seconda replica. e quello del cioccolato, anche questo replicato a Nicola al Centro Cervia. Manifestazioni tese a valorizzare il territorio, patrocinate dal Comune di Ortonovo e dal FAI, delegazione di La Spezia, e supportate da volontari amanti dell’arte e della cultura, residenti a Nicola ma anche in altre città.

   A Cortona (AR), presso lo studio di Daniela Piegai, una delle prime animazionii dei Giullarinel 2014, con la scenografia dei quadri fantasiosi e rasserenanti di Daniela e le mura solide e storiche del palazzo che contiene reperti etruschi e romani.

   A Montescudo (Rimini) Antonella Severini, toscoromagnola ci ospita in una magica serata estiva dove ognuno presenta parte della propria fantasia e del proprio immaginario. Sotto un cielo stellato in un garbato alito marino poesie, canzoni, recite, barzellette, aneddoti si intrecciano per magia mentre ad un tavolo appartato scivolano misteri e pronostici alimentati da un lettore di tarocchi.

   Al British Institute a Firenze, di fronte all’imponente Palazzo Corsini, un gruppo di amici e colleghi si divertono con le raccomandazioni dietetiche e                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       naturopate di Annalisa Olivotti e le Regole del Bon Ton, condite da saporite torte preparate da volontari cuochi che presentano fieri i loro improvvisati elaborati. (Le Ricette dei Giullari e i Dolci di Nonna Pona. Tipografia Calducci).

    “La cultura ha radici profonde” frase sentita alla radio che invita ad aggiungere anche emozioni e resilienza, termine di origine marinara significa la forza e la determinazione del marinaio caduto in mare che riesce a risalire sulla nave. (Susanna Castellini di Rimini ce l’ha suggerita quando ancora, anni fa, non era di moda, ma lei l’aveva colta e segnalata).

    Dal convegno al carcere I due palazzidi Padova, “la cultura e l’arte aiutano i detenuti a non ricadere nella recidiva” il Progetto europeo Farorichiama i cittadini a proporre i termini di territorio e cultura per  progetti e programmici invitano a proseguire tra giocosità e impegno, solidarietà   

   La Casa Artistidi Andreina De Tomassi, alla diga del Furlo (Pesaro e Urbino), si incontrano attori, scrittori, pittori, artisti vari che organizzano e diffondo benessere e culturali. Su questa esperienza si potrebbero organizzare altre Case artistinelle diverse zone d’Italia, ricche di memoria e di storia che spesso restano abbandonate e dimenticate,

    Incontri e benessere tra le parole della Mandragola (recitata a Scarperia da Antonella e Paola nel settembre 2016, con Bruna che interpretava i tarocchi),seguono le Fiabe di Nonna Pona10 regole per vivere col partner, il Cioccolato (febbraio 2016, 2017).

   Altri incontri a Borgo San Lorenzo (FI), Firenze, Novafeltria (RM), Reggello (FI), Rimini, Viareggio (LU), Belluno, Licciana Nardi (SP). Lucca. dove si fa rete all’insegna della fantasia e della cultura fonte di nuove amicizie e intrecci culturali e non solo.  

    I Te con brio, da Gilda Bistrot, a Firenze, dal 2003 hanno intrattenuto amici e colleghi, Il Senso dei Sensinella magica sede di Aquaflor in Palazzo Antinori in Borgo Santa Croce a Firenze, dove Sileno Cheloni e Giuseppe Artese, con Livia Michi, offrono uno spaccato insolito di profumi e alchimie. 

   Magiche le serate a casa di Romola Bellandi con la vista su Firenze adagiata nella valle, gli incontri a Casa Caresa Reggello dove si respirano brani di empatia, gli incontri nel salotto di Tosca, Giullare storico, che ci ha lasciato alla fine del 2019 ma che resta con noi per sempre con il suo magico incantesimo, come Benito, Evi, Luigi, Uberto…

   Da giugno 2017 il Teatro in appartamento, con Roberto Venturi, autore di Le sirene con il mal di gola, e Arancia blues(Streetlib edizioni) e gli attori che con lui offrono una diversa lettura e una nuova modalità di intrecci culturali e non solo. Grazie alla ospitalità di amici fiorentini e riminesi, si creano atmosfere uniche per una meta comune di cultura e fantasia, benessere e empatia. Mutuando la frase da Giulio Niccoli allenatore di rugby giovanile, “se ci provi ci riesci” per sostenere, provare, per raggiungere la meta, sempre un obiettivo comune,

     La rete ha bisogno di collaborazione e comunicazione, tempo e comprensione, attenzione e serietà. Una ricetta semplice a portata di mano che aiuta a superare le ansie del quotidiano e crea rapporti amicali e professionali che supportano nei momenti di difficoltà.

   Grazie a Alberto Pestelli che pubblica articoli e contributi sulla rivista digitale www.italiauomoambiente.it,  alla Biblioteca delle Oblate di Firenze dove abbiamo presentato progetti, libri, interventi,  nella magia dello splendido complesso affacciato sul Duomo di Firenze, e parlato di emozioni di viaggio e non solo. Biblioteche Oggiwww.bibliotecheoggi.itdiffonde i programmi delle varie manifestazioni, a Villa Pecori Giraldie al Centro Incontridi Borgo San Lorenzo (FI) i Giullarihanno organizzato incontri su Pellegrino ArtusiMonsignor della CasaCagliostroPaolo Policon Enrico Spinelli de I Pupi di Stacnipote di Paolo Poli e figlio di Laura Poli, Stefano Gragnani e Giulio Casati della mitica compagnia di Paolo Poli.

  . Come dice il saggio filosofo indiano Gandhi  se vuoi che il mondo cambi inizia da te..

per recuperare rispetto e umanità e non abbassare la testa.

     Incontri a Sassoerminia a Novafeltria nella magia della valle del Marecchia e il Land Art al Furloa http://www.casartisti.it

     Progetti di coworking e sharing economy, cohousing, termini al centro della partecipazione e della collaborazione che fanno perno sulla rete ma con la ragione e il sentimento.  

    Grazie a tutti gli amici che con entusiasmo e collaborazione hanno capito il motivo e l’obiettivo della Rete dei Giullarie che da sempre ci aiutano e supportano in rappresentazioni e interpretazioni spontanee e fantasiose. Ad Alessandro Bacci che ci ha ospitato a Rimini presso la Libreria Mondadori. Incontri alla Biblioteca Gambalunga di Rimini e al Museo della città di Rimini.

    Altri termini da affrontare e conoscere meglio la mindfulnesse Albergo Diffuso dei quali esistono documentazioni e esperienze in vari territori e realtà italiane e non solo.

Sedi attive:a Borgo San Lorengo (Firenze), presso Paola Capitani, a Belluno al Ristorante la Nicchia, in pieno centro e con vista sul Piave, dove Sebastiano Saviane è non solo artefice di manicaretti e menu estrosi ma attento conoscitore di persone e di storie: con il progetto Arte Cultura ed Enogastronomia ACEda far vivere nei vari contesti italiani per i buongustai di arte e e cultural 

 a Rimini da Antonella Severini, e da Susanna Castellini, a Porto Kaleo, Isola di Capo Rizzuto (Crotone) da Adriana Angellieri, a Perugia con il supporto di Rita Boccanera, a Viterbo, grazie a Erilde Terenzoni, a Roma a Pia Mariani, a Cefalu un riferiimento lo studio del pittore Giuseppe Forte in via Mandralica, A Crotone il circolo letterario curato da Giulia Magistro che dall’estate 2021 prende le redini degli “Estri dei Giullari” che hanno bisogno di sole, mare e menti giovani.

Link utili:

https://todomodo.org

https://fiorivivi.com/2020/03/17/voliamo-insieme-amore-mio-la-storia-di-bella-e-marc-chagall/

https://www.lavocecastiglione.it/blog/?id=i4w62404