Supplemento al Quaderno n. 3. 2021

Indice
1. Alimentazione e salute di Adriana Angellieri
2. Galileo studente contestatore a Pisa di Alberto Righini

  1. Alimentazione e salute
    di Adriana Angellieri

Il corpo, la mente e l’anima sono un’unica unità. Tale unità non è solo la somma di tutte le particolarità. Se l’anima si ammala anche il corpo si ammala e viceversa. La malattia del corpo si ripercuote anche sulla psiche. Nella cura della psiche quindi vi è una componente somatica. La cura della psiche e del corpo sono parte integrante della prevenzione, una senza l’altra sono inutili.

L’uomo è ciò che mangia, ogni individuo ingerisce annualmente circa 350 chilogrammi di cibo solido e più o meno di liquidi, perciò è importante fare attenzione a ciò che si mangia e si beve.
Per un’efficace azione preventiva per il corpo, la mente, il sistema nervoso e la psiche è essenziale consumare quotidianamente un quantitativo minimo di 250 gr di frutta e verdura e uno massimo di 60 gr di grassi (preferibilmente di origine vegetale). Fate attenzione a non consumare in media più di 700 grammi di carne e salumi alla settimana. Per soddisfare la vostra gola, privilegiate la qualità alla quantità.

Secondo un detto popolare <> Come ho già detto, l’uomo è ciò che mangia Di conseguenza mangiare e bere possono essere sia di sollievo che di peso, e addirittura una tortura o una rovina. Chi guarda alla prevenzione con occhio attento si chiederà a questo punto cosa sia veramente <> o <>, visto che non passa giorno senza che si leggano bollettini allarmistici sui veri o presunti danni provocati da determinati alimenti.

Innanzitutto va detto che in commercio tutti gli alimenti contengono tracce di sostanze nocive quali nitrati, nitriti, mercurio, piombo, elementi radioattivi, fitofarmaci, vaccini animali e altre sostanze. I quantitativi presenti nei cibi sono infinitesimali. Si misurano in millesimi, milionesimi e miliardesimi di grammo per ogni chilo e non possono essere dannosi. Aggiungiamo anche cibi provenienti da altri paesi dove i controlli non sono eccellenti.

La salute e la forza del nostro sistema immunitario, e di conseguenza il nostro benessere dipendono in misura rilevante dall’apporto di vitamine e sali minerali che garantiamo al nostro organismo. Secondo gli studi più recenti queste sostanze sono addirittura in grado di svolgere un’azione preventiva nei confronti dell’infarto, dell’ictus cerebrale e del cancro.

Nessuno è sempre perfettamente sano. Già un semplice raffreddore, per non parlare di predisposizioni a malattie più serie o di affezioni croniche , il fabbisogno di vitamine e sali minerali aumenta notevolmente. Esistono, inoltre, età critiche: l’età della crescita, gli anni in cui ci si dedica alla carriera, l’età avanzata, la gravidanza, in questi periodi il fabbisogno di vitamine aumenta.

Sono poche le persone in età adulta che si nutrono correttamente: tutti mangiano carne, salumi, grassi e dolciumi in quantità eccessive e, per contro, poca frutta fresca e verdura cruda e cereali.
La conseguenza è una carenza di vitamine e minerali.

Da non dimenticare, infine, fattori negativi come la nicotina, l’alcol, il sovrappeso, la mancanza di movimento, lo stress familiare e lavorativo, lo scarso riposo.

La carenza di vitamine può avere svariate origini: l’insufficiente apporto tramite l’alimentazione, un’alterata assimilazione a livello gastrico, la distruzione delle stesse sostanze vitali a causa dell’effetto tossico di alcuni fattori (nicotina, alcol. Agenti inquinanti presenti nell’ambiente o , ancora, un accresciuto fabbisogno).

Ciascuna di queste cause a sua volta può essere dovuto a inappetenza, ma anche a una dieta inadeguata a base di alimenti conservati e poveri di vitamine o, anche un’alimentazione poco varia. Ma anche la diarrea, la stitichezza, le alterazioni della flora intestinale. Mille possono essere le cause.

E’ un vero prodigio il modo in cui le vitamine (A,B,C,D,ECC) e i minerali (calcio, sodio, ferro, magnesio, selenio, fluoro ecc)vengono distribuiti in tutto l’organismo, visto che sono presenti negli alimenti in quantità infinitesimali.

Ma come fare a garantirci un sufficiente apporto di queste sostanze vitali? Essenzialmente variando il più possibile il regime alimentare, prestare attenzione alla freschezza dei cibi, consumarli nel minore tempo possibile dopo l’acquisto, mangiare lentamente e masticare
bene, in modo che la saliva possa ammorbidire a sufficienza i cibi; evitando o riducendo il più possibile quegli alimenti.

Ricordiamo infine, che Vitamine e minerali contenuti nella frutta e nella verdura non sono gli stessi presenti nella carne e nel pesce, e ogni alimento li contiene in quantità differenti.
La loro quantità varia inoltre a seconda della stagione, della qualità del terreno o del foraggio dato agli animali, ,ma anche a seconda della freschezza e della lavorazione.

Sarebbe troppo lungo elencare le conseguenze per ogni singola vitamina o sale minerale, solo qualche suggerimento che probabilmente già conoscete:

Imparate ad avere un atteggiamento positivo nei confronti della vita (Tanto necessario in questo momento ) Quando si è tristi le difese dell’organismo si indeboliscono. Cercate gli amici, evitate le liti, i problemi , le agitazioni.

Evitate i medicinali forti, a meno che non siano prescritti dal medico. contro i disturbi di tutti i giorni è bene ricorrere ai rimedi naturali : la valeriana per dormire, l’infuso di biancospino per rafforzare il cuore dei non più giovani; oli estratti da piante officinali per curare il mal di testa o il raffreddore. Non ricorrete a diete drastiche, bevete alcolici con moderazione, bevete molta acqua almeno 2 litri al giorno. Respirate con forza, possibilmente attraverso il naso, e in profondità , sino all’addome. Dedicando ogni giorno almeno 18 20 respiri profondi al minuto.

Per finire qualche consiglio su qualche ottima tisana da consumare durante il giorno e prima di andare a letto.

TISANA LASSATIVA:
Rhamnus frangula. Corteccia. 40 gr

Infuso 5% Una tazza alla sera ed eventualmente un’ altra al mattino

TISANA LASSATIVA ANTISPASTICA:

       Frangula alnus      rhizoma     35 gr

       Mentha piperita     folia       20GR

       Matricaria chamomilla flores         20GR

       Melissa officinalis   folia       20 gr

Infuso 5% Una tazza 1-2 volte al giorno

TISANA IPNOINDUCENTE

         Valeriana officinalis         radix       20 gr

         Melissa officinalis       folia       30 gr

         Majorana hortensis      herba       30 gr

         Pimpinella anisum       fructus         20 gr

Infuso 4% Una tazza 3 volte al giorno

TISANA IPNOINDUCENTE POPOLARE

         Passiflora incarnata         flores       40 gr

         Papaver rhoeas      flores       20 gr

         Citrus aurantium var amara  flores       25 gr

         Humulus Lupulus         flores       15 gr

Infuso 4% Una tazza 3 volte al giorno

Il rapporto medio droga/acqua in una tisana è di circa 3-4 gr di droga ogni 100ml di acqua.

Sono generalmente impiegati da 20-30 a 50 gr di droga per la peparazione di un litro di tisana.

Le tisane sono preparazioni estemporanee acquose, ottenute per infusione o per decozione, contenenti i costituenti attivi di un insieme di droghe omogenee e dalle proprietà analoghe.
L’efficacia di una tisana dipende molto dalla modalità di preparazione, dal rispetto delle dosi e dal tempo di infusione o decozione.

L’infuso si prepara versando sulle droghe, l’acqua alla temperatura di ebollizione e lasciandole poi a contatto con l’acqua stessa per un tempo più o meno lungo, coperte, per non fare sfuggire i prodotti volatili. La FUI prescrive che dopo raffreddamento completo bisogna filtrare e aggiungere al filtrato l’acqua calda filtrata. L’infusione è ottima se ci sono principi attivi volatili.

Il decotto si ottiene facendo sobbollire in acqua a fuoco lento più droghe da cui si vogliono estrarre i principi attivi. La decozione si addice alle droghe compatte e lignificate o comunque coriacee. Es.legno di sandalo, di ippocastano, la liquirizia etc.

Molto c’è ancora da dire L’effetto della carenza di ogni singolo elemento, gli effetti dannosi dell’uso non corretto dei farmaci, l’incompatibilità tra farmaco e alimentazione.

Se interessa si può trattare poco per volta in base alle richieste se ci saranno.

2. Galileo studente contestatore a Pisa 

di Alberto Righini

Vincenzio Galilei (1520 – 1591) grande musicista, membro della Camerata dei Bardi e protetto da Giovanni de’ Bardi conte di Vernio, decise che il proprio figliolo Galileo non dovesse più seguire gli studi tecnici presso i bravi frati Vallombrosani di Firenze ma cimentarsi con gli studi di medicina presso l’Università del Granducato di Toscana a Pisa. Questa decisione era motivata dal desiderio di avere un famiglia un altro medico famoso come il Magister Galiaeus che quasi un paio di secoli prima era stato un medico molto noto in Firenze e che troviamo sepolto nella parte centrale della chiesa di Santa Croce. Inoltre un medico in famiglia sarebbe stata una vera assicurazione per la vecchiaia sia dal punto di vista economico che sanitario. 

Il giovane Galileo era bravo ma non riuscì ad entrare nel novero dei quaranta  toscani che quell’anno avrebbero potuto usufruire di vitto ed alloggio gratuiti per seguire i corsi dell’Ateneo (forse non erano bastate le raccomandazioni). 

Il padre quindi ripiegò, anche se a malincuore, sulla ospitalità a pagamento fornita dal un suo caro amico pisano; a malincuore perché nella stessa stessa casa si trovava una giovanetta, Bartolommea cugina lontana di Galileo e Vincenzio non vedeva di buon occhio la cosa.

Nell’anno 1581, il 5 settembre,  Galileo figlio di Vincenzio Galilei è iscritto nei ruoli dell’Università di Pisa. I corsi di medicina presso quell’Università erano considerati  come corsi “tecnici” culturalmente inferiori  a quelli di Filosofia e Teologia. In quel periodo insegnava medicina Andrea Cesalpino fondatore dell’orto botanico e profondamente coinvolto negli studi sulla circolazione del sangue.

A Galileo non piacevano i corsi, riteneva che i suoi professori insegnassero cose che sostanzialmente avevano imparato a memoria  e di cui non erano convinti neanche loro: faceva domande, e questo di solito i professori ignoranti non lo tollerano perché spesso non sanno rispondere. Nei professori più intelligenti le domande insinuavano il dubbio che quel giovane e protervo studente, forse, poteva avere anche ragione, ma ammetterlo avrebbe avuto conseguenze dirette sullo stipendio  e sul contratto di lavoro. L’Università di Pisa era infatti dominata dai teologi e dalle confraternite religiose che non ammettevano che l’insegnamento si discostasse dai precetti consolidati dalla tradizione.

Gli studenti però discutevano tra loro, e con gli insegnanti più giovani (gli assistenti diremmo adesso) o e possiamo affermare che la cultura fisico matematica di Galileo si forma in queste discussioni. Fra studenti si fanno anche tanti esperimenti fra cui si osserva la caduta dei gravi e l’isocronismo delle oscillazioni del pendolo, strumento ampiamente utilizzato in medicina  come marcatore di tempo per misurare la frequenza cardiaca dei pazienti (Che Galileo abbia scoperta l’isocronismo delle oscillazioni osservando il movimento di una lampada in Duomo è una leggenda, come pure è una leggenda che abbia lasciato cadere due palle di cannone di calibro diverso dalla Torre per dimostrare che oggetti di peso diverso cadono nello stesso intervallo di tempo).  Contribuiscono anche a formare lo spirito scientifico di Galileo le belle lezioni di Francesco Buonamici (detto: il Buonamico) il quale insegnando la fisica aristotelica aveva il coraggio di premettere che le affermazioni del grande filosofo scaturivano tutte dall’esperienza diretta dei fenomeni naturali, e, che, se una volta, si fosse trovata la Natura negare una qualsiasi di queste affermazioni, l’affermazione si sarebbe dovuta riformulare: questo atteggiamento non piaceva  alla Chiesa di Roma, perché facilmente sia sarebbe potuto trasferire dalla fisica alle affermazioni teologiche come era successo con il protestantesimo.

Da quanto Galileo ci ha lasciato scritto possiamo dedurre che in quel tempo spendesse più tempo nelle osterie, di cui ci dà un elenco completo, a bere il buon vino rosso delle colline pisane, scherzando con i compagni di corso e componendo dei versi satirici nei confronti del corpo accademico, dove i professori sono paragonati a dei fiaschi il cui rivestimento ordinato e composto non garantisce per la qualità del vino contenuto. In quel tempo, difatti, il rettore aveva ordinato agli accademici e agli studenti di portare la toga come segno di distinzione, ma questo secondo Galileo non migliorava la cultura del personale docente. Galileo non si laureò mai in medicina (supponiamo con grande indignazione del padre) e dopo quattro anni spesi a Pisa tornò a Firenze. Si era fatto, tuttavia un’ottima preparazione scientifica e filosofica che gli sarà fondamentale nel prosieguo della Sua vita.

Alberto Righini